Sono movimenti non scritti, rituali domestici che non seguono un manuale ma il ritmo personale di come abitiamo davvero.
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Tre nuove collezioni tessili, Incisa, Signum e Fiora, disegnate da Chiara Andreatti per L'Opificio e presentate al Salone del Mobile 2026. Un'intervista che entra dentro il processo creativo della designer, dal segno disegnato a mano alla struttura del lampasso, per capire cosa succede prima del prodotto finito.
Fondato nel 2025 da Biagio Castellani e Federica Paoli, il brand intreccia a mano il salice della tradizione toscana e lo placca in argento, portando l'artigianato rurale dentro il design da collezione. Un incontro nato quasi per caso durante la 3daysofdesign di Copenhagen, che diventa il racconto di due giovani professionisti e della loro scelta di investire sulla materia, sul territorio e sul tempo lento della produzione.
Le design week sono diventate rituali collettivi in cui una comunità di professionisti si ritrova e si riconosce. FRAMA è uno dei brand che ha capito questa trasformazione meglio di altri, costruendo intorno a sé un ecosistema coerente che va dal profumo al mobile, dalla cura del corpo alla lavorazione artigianale della materia.
Traces non è semplicemente il titolo di una mostra ma il principio narrativo attraverso cui &Tradition ha scelto di raccontarsi quest'anno, riconoscendo che la propria identità non risiede solo dentro lo showroom ma nei luoghi diffusi in cui i propri prodotti vivono e si stratificano nel tempo.
Ishinomaki Laboratory è uno di quei brand emersi negli ultimi anni come riferimento per chi guarda al design giapponese contemporaneo non solo dal punto di vista estetico ma da quello produttivo e culturale. Per makeyourhomestudio è uno dei progetti più interessanti incontrati durante il periodo pandemico, quando la riflessione sul made in local entrò prepotentemente nelle conversazioni del settore come possibile via d'uscita da un sistema dimostratosi fragile e insostenibile.
Karimoku è uno di quei brand che negli ultimi anni sono diventati un riferimento preciso per una certa idea di design contemporaneo, sospesa tra cultura giapponese e sensibilità nordica. Per l’edizione 2026 di 3daysofdesign, presenta a Copenaghen tre progetti distinti con un unico approccio legato alle qualità sensoriali ed estetiche dei materiali.
Casafika compie cinque anni e inaugura un nuovo spazio di 1.200 mq a Roncadelle, la stessa città lombarda da cui tutto è partito. Un magazzino che è diventato qualcosa di più: archivio vivo, laboratorio artigianale, punto di riferimento per chi cerca design scandinavo del Novecento con una storia da raccontare. La storia di un progetto che ha costruito, passo dopo passo, un punto di vista preciso su cosa significa scegliere bene per la propria casa.
NOUR è la prima opera che porta il nome Sara Alawie. Una lampada in ceramica realizzata a mano, in produzione limitata, che nasce da una ricerca sulla relazione tra materia e luce. Un progetto in cui il processo è il progetto, e ogni pezzo diventa irripetibile non come valore aggiunto, ma come condizione stessa dell'esistere.
Non tutte le superfici nascono allo stesso modo. Alcune sono prodotto, altre sono materia. La Pietra Compattata sta chiaramente nella seconda categoria e si capisce subito. Non è solo qualità tecnica, ma origine, processo e tutto quello che il materiale si porta dietro.
Se stai cercando un brand che sappia stare nel mezzo esatto tra rigore tecnico e sensibilità culturale, RIPA è probabilmente uno di quelli che dovresti tenere d'occhio. Non è solo una questione di estetica, anche se l'estetica è evidente e fortissima.
Cosa succede quando smettiamo di vedere i materiali di scarto come la fine di qualcosa e iniziamo a guardarli come l'inizio di altro? Quando ciò che è considerato rifiuto, frammento dimenticato, ritaglio di produzione diventa invece il punto di partenza per creare oggetti di design che ridefiniscono il nostro rapporto con la materialità e la sostenibilità? È da questa domanda che nasce Hyfer Objects, studio di design con sede a Stoccolma che ha fatto della trasformazione dei materiali scartati non solo una pratica produttiva, ma un vero e proprio manifesto progettuale.
C’è una frase di Ask og Eng che sembra funzionare come una chiave di lettura di tutto il loro lavoro: “Non costruiamo musei. Costruiamo luoghi dove puoi vivere.”Detta così potrebbe sembrare una dichiarazione di intenti come tante. In realtà, guardando da vicino il loro percorso, è più una presa di posizione netta contro una certa idea di interior design come messa in scena permanente.
Nel panorama contemporaneo del design, sempre più brand sentono l’esigenza di superare la dimensione dell’oggetto per costruire luoghi, esperienze, spazi narrativi. Showroom che diventano case, flagship che assumono la forma di gallerie, hotel che funzionano come manifesti identitari. In molti casi, però, questa espansione si traduce in un’estetizzazione dell’esperienza, in una messa in scena coerente ma prevedibile, pensata più per essere fotografata che vissuta. Audo House si inserisce in questo scenario, ma lo fa con un passo diverso, più misurato, quasi laterale. Ed è proprio questa postura a renderla interessante.
La filosofia di Bebo Objects si fonda su un concetto apparentemente semplice ma rivoluzionario: la spatial boundlessness, la spazialità senza confini. I loro mobili sono progettati per attraversare i confini tra ambienti esterni e interni, per offrire caratteristiche e funzionalità indipendentemente da dove vengono collocati. Non esistono più le categorie rigide di "mobile da giardino" o "sedia da salotto". Esiste solo il design che funziona, che si adatta, che respira in qualsiasi contesto.
Volumeuno è un brand che parte da una domanda semplice ma radicale: cosa succede davvero in una cucina? La risposta non è solo "si cucina". Si impasta, si lavora, si legge, si ascolta musica, si parla, ci si incontra. La cucina è il luogo dove avviene il maggior numero di relazioni della nostra vita.
Monostudio, studio milanese specializzato in architettura d'interni e design del prodotto, ha fatto della lentezza il proprio manifesto, abbracciando un approccio volutamente primitivo e profondamente connesso alla natura umana e al benessere. Non si tratta di un vezzo estetico o di una moda passeggera, ma di una vera e propria visione del mondo che si traduce in ogni progetto, in ogni materiale, in ogni oggetto che prende forma nelle loro mani.
YET DESIIGN STUDIO è uno studio di design interdisciplinare con sede a Istanbul e Londra, dedicato alla creazione di ambienti funzionali e senza tempo. Fondato nel 2019, YET. fonde architettura d'interni, design di prodotti e arredi e consulenza, guidato dalla convinzione che un design eccezionale armonizzi estetica e funzionalità.
ReFramed ribalta il design esclusivo con letti accessibili, sostenibili e facili da montare. "In My Room" racconta il prodotto attraverso persone vere in case vere: design che migliora la vita, non solo gli showroom.
Artetica è uno studio multidisciplinare e concept store dove Design, Architettura e Moda si incontrano in un dialogo continuo. il progetto si distingue per un approccio creativo fondato sulla contaminazione e sulla sperimentazione.
C'è un gesto che compiamo quasi senza pensarci: tirare una coperta dal letto al divano, lasciare che un lenzuolo conservi la piega della notte appena trascorsa. Sono movimenti non scritti, rituali domestici che non seguono un manuale ma il ritmo personale di come abitiamo davvero.
a nuova selezione di armadi e contenitori di Reform nasce con un obiettivo chiaro: proporre soluzioni modulari che uniscano ordine, coerenza e identità visiva. L’approccio è lo stesso che ha reso iconiche le cucine del brand: materiali premium, artigianalità attenta e un design che dialoga con lo spazio senza sovrastarlo.