Rallentare per creare meglio: la lezione di Monostudio e della panca Tempesta.
Panca Tempesta - Visualization
Monostudio, studio milanese specializzato in architettura d'interni e design del prodotto, ha fatto della lentezza il proprio manifesto, abbracciando un approccio volutamente primitivo e profondamente connesso alla natura umana e al benessere. Non si tratta di un vezzo estetico o di una moda passeggera, ma di una vera e propria visione del mondo che si traduce in ogni progetto, in ogni materiale, in ogni oggetto che prende forma nelle loro mani.
Il lavoro di Monostudio parte da un presupposto semplice quanto rivoluzionario: la natura possiede una forza quieta e meravigliosa che troppo spesso dimentichiamo di ascoltare. Gli elementi essenziali – terra, acqua, fuoco, aria ed etere – non sono solo concetti astratti ma partecipano attivamente a tutti i processi di realizzazione degli oggetti e dei materiali su cui lo studio lavora.
È un approccio che potrebbe sembrare quasi romantico, eppure ha permesso di creare pezzi che non solo riducono l'impatto ambientale ma possiedono un carisma unico, capaci di parlare direttamente ai sensi con quello che loro chiamano "soft power". Non è la forza prepotente dell'innovazione tecnologica a tutti i costi, ma il delicato potere della poesia che si unisce alla forza persuasiva dei sensi.
Panca Tempesta - Visualization
Panca Tempesta - Visualization
Questa filosofia si concretizza attraverso Monoferments, il laboratorio interno di sperimentazione empirica dello studio, dove prende vita una nuova visione dello slow living. Qui si creano spazi e strumenti per abitare con consapevolezza ambientale, per rallentare i gesti quotidiani e ritrovare un equilibrio perduto tra forma, funzione e materia. Lo studio sperimenta con piastrelle smaltate con cenere, argille selvagge utilizzate come finiture murali, una collezione di piastrelle create con materiali insoliti come marmo, gusci d'uovo e fondi di caffè. Ogni scelta materica racconta una storia di recupero, di trasformazione, di rispetto per ciò che la natura offre.
Con la crescita della loro conoscenza del legno di recupero, cresce anche la collezione dello studio. E qui entra in scena un pezzo che racchiude perfettamente l'essenza di questa filosofia progettuale: la panca Tempesta. Il nome non è casuale. Tempesta è realizzata con il taglio di un tronco abbattuto da uno dei purtroppo sempre più frequenti temporali che colpiscono il nostro territorio. È un oggetto che nasce da una ferita, da un evento violento della natura, e che proprio attraverso il design trova una seconda vita, una nuova dignità.Il prodotto è stato realizzato in legno di ciliegio, ma il design è concepito per adattarsi a qualsiasi essenza legnosa, perché il punto non è lavorare con un legno specifico ma accogliere ciò che il territorio offre in quel momento.
Foto Anna Romashova
Dietro la panca Tempesta c'è un sistema complesso e affascinante. Monostudio ha creato una vera e propria rete di raccolta e stagionatura del legno, collaborando con artigiani esperti nella lavorazione del legno massello selvaggio. Non parliamo di legno industriale, perfetto, prevedibile. Parliamo di materiale vivo, con le sue imperfezioni, le sue venature imprevedibili, i suoi nodi, le sue crepe. Legno che ha vissuto, che ha una storia da raccontare. L'approvvigionamento diretto della materia prima diventa così il punto di partenza del progetto, inserendosi in una ricerca di filiera corta che è insieme scelta etica ed estetica. Studiando dimensioni e collegamenti tra le parti, lo studio ha saputo esaltare con la forma la bellezza intrinseca della materia naturale, senza forzature, senza sovrastrutture. Quello che rende la panca Tempesta un oggetto speciale non è solo la sua sostenibilità ambientale, che pure è un elemento fondamentale. È il suo potere evocativo, la sua capacità di generare benessere attraverso superfici sensuali e sensoriali che stimolano tatto, vista e olfatto. Ogni pezzo è unico, finito con olio di lino pigmentato che esalta le caratteristiche naturali del legno. Quando ti avvicini a questa panca, non vedi solo un oggetto di design: vedi e senti la storia dell'albero da cui proviene, percepisci il legame con la terra, il sole e il cielo che hanno nutrito quell'albero per decenni. È un'estetica brutale e raffinata allo stesso tempo, dove la ruvida autenticità del materiale convive con la delicatezza della lavorazione artigianale.
Foto Anna Romashova
Foto Anna Romashova
La panca Tempesta fa parte di una più ampia indagine sull'uso completo del legno e dello smaltimento del legno urbano, concepita come una collezione per visionari, amanti della natura selvaggia e sognatori. E in effetti bisogna avere un po' di coraggio e visione per accogliere nei propri spazi un oggetto così caratterizzato, così presente, così vero. Non è un pezzo d'arredo che si mimetizza o che si adatta docilmente a qualsiasi contesto. È un oggetto che porta con sé un'energia radicante, che incorpora un abbraccio e un invito a integrare l'essenza delicata ma potente dei materiali naturali nei nostri spazi abitativi. La panca Tempesta ci riporta alla fisicità, alla materia, al contatto diretto. Ci ricorda che gli oggetti che scegliamo per abitare i nostri spazi non sono neutri, ma portano con sé energie, storie, memorie. Ci ricorda che il design può essere uno strumento per riconnetterci con la parte più primordiale del nostro essere, quella che risponde istintivamente alla bellezza della natura, al calore del legno, alla sensualità di una superficie vissuta. Onorare la relazione tra un albero, la terra, il sole e il cielo non è solo un gesto poetico ma un atto concreto di resistenza a un sistema produttivo che troppo spesso dimentica le sue radici. È scegliere la lentezza in un mondo veloce, l'imperfezione in un mondo ossessionato dalla perfezione, l'autenticità in un mondo di riproduzioni. È credere che il design possa essere, oltre che funzionale e bello, anche profondamente umano.