Trendroom è uno spazio di ricerca dedicato a professionisti, brand e lettori che sentono l’esigenza di andare oltre la narrazione superficiale del settore. Non offre soluzioni immediate né trend pronti all’uso, ma strumenti di osservazione, analisi e interpretazione. L’obiettivo non è semplificare la complessità del design contemporaneo, ma renderla leggibile. Trendroom utilizza casi studio, brand e fenomeni culturali come strumenti di osservazione critica. Le analisi non intendono valutare singoli soggetti in termini promozionali o reputazionali, ma indagare dinamiche culturali, percettive e produttive dell’abitare contemporaneo. Gli insight emersi sono pensati come strumenti di lettura applicabili a contesti più ampi.
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L'acciaio e la fine del decennio morbido.
Chi lavora nel settore lo aveva capito già tre anni fa. Il resto del mercato ci ha messo un po' di più, ma adesso è difficile aprire un catalogo di arredo, a qualsiasi fascia di prezzo, senza trovare acciaio inox. I segnali erano già leggibili nei brand di ricerca, negli showroom più attenti, in certi progetti residenziali che iniziavano a reintrodurre il metallo lucido in contesti dove non lo si vedeva da tempo.
Oltre i forecast. Cosa sta succedendo davvero con il colore nell'interior.
Il colore è uno dei pochi linguaggi del progetto che deve essere anticipato. Non si può aspettare che una tonalità emerga per iniziare a produrre, comunicare, progettare con essa: i tempi dell'industria, dalla filatura al retail, dalla produzione seriale all'allestimento, impongono un orizzonte che guarda avanti di uno, due, a volte cinque anni. È dentro questa necessità pratica che nasce il sistema dei forecast colore. Non come esercizio speculativo, ma come strumento operativo per chi deve prendere decisioni oggi su ciò che vedremo domani.
Dal pulito perfetto allo sporco sovrailluminato. L’imperfezione come nuovo linguaggio fotografico.
Negli ultimi anni la fotografia — tra design, moda e cultura visiva — sta attraversando un cambiamento profondo, che riguarda meno lo stile e più la funzione dell’immagine. Alla fotografia immacolata, controllata, levigata fino a coincidere con il linguaggio pubblicitario, si sta sostituendo un’estetica più instabile: immagini sovrailluminate, imperfette, a volte volutamente fredde, emotivamente distanti.