Bebo Objects cancella il confine tra dentro e fuori

Kane

Zola non è una scoperta recente, ma uno di quei prodotti che finiscono nel cassetto della memoria e speri di poter tirare fuori presto. Non una sedia qualunque. Ha quella struttura a sbalzo che sfida la gravità, minimalista e geometrica, ma è traforata da perforazioni regolari che creano un pattern grafico quasi ipnotico. L'associazione mi viene immediata e con un po' di ironia commento: "quando Rietveld incontra Mari". Perché è esattamente questo che vedo: la silhouette dinamica e scultorea della Zig Zag di Gerrit Thomas Rietveld del 1934, quella linea a Z che è diventata icona del design razionalista, trattata però con la logica perforata e seriale della sedia Box di Enzo Mari, con quell'approccio quasi industriale che rende il materiale protagonista intelligente. Zola porta il DNA di entrambi questi classici ma li rielabora in qualcosa di nuovo, contemporaneo, inaspettato. E dietro Zola c'è Bebo Objects, che scoprirò meglio nei mesi successivi, durante il mio viaggio a Stoccolma, e che mi conquisterà non solo per l'estetica dei suoi pezzi, ma per la filosofia che li sottende.

Kane

Kane

Bebo Objects è un giovane marchio svedese fondato nel 2022 da Mattias Karlsson, nato con l'ambizione di sfidare le norme consolidate sull'uso e la durabilità dei mobili. L'obiettivo, come racconta lo stesso Karlsson, è creare ambienti vitali nel tempo, spazi che mantengano la loro energia e rilevanza attraverso gli anni. Non è il solito discorso sulla sostenibilità che sentiamo ovunque, ripetuto come un mantra vuoto. Qui si parla di qualcosa di più concreto e al tempo stesso più poetico: creare oggetti di design che aggiungano valore e gioia alla vita delle persone, prodotti pensati per restare così a lungo da poter essere ereditati dai nostri figli e nipoti. È un cambio di prospettiva radicale in un'epoca in cui siamo abituati a sostituire i mobili ogni pochi anni, seguendo mode e tendenze effimere.

Zola

Zola

Exxo

Exxo

La filosofia di Bebo Objects si fonda su un concetto apparentemente semplice ma rivoluzionario: la spatial boundlessness, la spazialità senza confini. I loro mobili sono progettati per attraversare i confini tra ambienti esterni e interni, per offrire caratteristiche e funzionalità indipendentemente da dove vengono collocati. Non esistono più le categorie rigide di "mobile da giardino" o "sedia da salotto". Esiste solo il design che funziona, che si adatta, che respira in qualsiasi contesto.

Questa flessibilità e libertà aumenta l'utilizzo e il valore di ogni prodotto, rendendolo più utile e, di conseguenza, più prezioso. È un approccio che aggiunge una dimensione pratica alla bellezza estetica, perché un mobile che può vivere ovunque è un mobile che useremo di più, che ci accompagnerà in più momenti della nostra vita. Le linee pulite, spogliate fino al loro nucleo essenziale, e i materiali accuratamente selezionati permettono di rallentare il ritmo, di respirare, di incontrarsi e trovare pace. È quella qualità nuova eppure antica e tanto attesa nella vita quotidiana che Bebo Objects cerca di riportare nei nostri spazi. Il minimalismo qui non è freddo o distaccante, ma caldo e accogliente, un invito a concentrarsi sull'essenziale senza rinunciare al comfort. Ogni pezzo è pensato per durare non solo fisicamente, grazie alla qualità dei materiali e della costruzione, ma anche esteticamente, resistendo all'usura del tempo e dello sguardo. Perché un mobile sostenibile non è solo quello fatto con materiali eco-friendly, ma soprattutto quello che non ti stancherai mai di guardare e usare.

Kane

La collezione di Bebo Objects include pezzi che incarnano perfettamente questa filosofia. Zola, disegnata da David Ericsson, è una sedia che ha stabilito la propria identità sin dall'inizio grazie alla tecnica di piegatura di un filo solido in acciaio armonico, creando una seduta resistente e confortevole. Le perforazioni a forma di colletto creano seduta e schienale stabili che fanno defluire facilmente l'acqua piovana, un dettaglio che racconta immediatamente la vocazione indoor-outdoor del pezzo. Non serve proteggere Zola quando piove, non serve spostarla dentro casa: lei vive bene ovunque. Kane, progettata da Notchi Arkitekter, è uno sgabello robusto in alluminio disponibile in due altezze diverse, con una costruzione solida di tubi in alluminio piegati e saldati che offre una resistenza eccezionale senza compromettere peso e aspetto visivo. L'alluminio è leggero e resistente alla corrosione, rendendo lo sgabello perfetto per qualsiasi ambiente. E poi c'è Exxo, ancora di David Ericsson, una poltroncina che rappresenta un tributo sperimentale all'industria svedese: un foglio di acciaio inossidabile lucidato viene tagliato al laser e piegato in quattro sezioni prima di essere assemblato con rivetti in acciaio inossidabile. L'approccio semplice ed estremamente pragmatico alla costruzione crea un piccolo uccello intelligente, come lo descrive lo stesso designer.

Bebo Objects è una piccola organizzazione senza produzione propria, il che significa che il loro impatto sulla sostenibilità passa principalmente attraverso i requisiti che pongono e i fornitori con cui scelgono di collaborare. Dimostrano la loro attenzione attraverso scelte precise: design senza tempo che non si consuma nel tempo o agli occhi, possibilità di rinnovare i mobili con nuovi tessuti e parti di ricambio, scelte attente di partner e fornitori, materiali di qualità e legni certificati FSC, esclusione di materiali come teak, rattan artificiale e plastiche non certificate. Non è un elenco di buone intenzioni ma un programma d'azione concreto che guida ogni decisione del brand. La sostenibilità diventa così parte integrante del DNA aziendale, non un'aggiunta posticcia o un argomento di marketing.

Notes from makeyourhome

Bebo Objects ci ricorda che la vera innovazione non sta sempre nell'invenzione di nuove forme o nuovi materiali, ma a volte nel recupero di valori che avevamo dimenticato. Valori come la durabilità, la versatilità, la bellezza senza tempo. Creare oggetti per una spazialità senza confini significa liberare il design dalle categorie rigide, permettere ai mobili di essere semplicemente se stessi, utili e belli ovunque vengano collocati. È un'idea semplice, quasi ovvia, eppure rivoluzionaria nelle sue implicazioni. Perché se i nostri mobili possono vivere ovunque, forse anche noi possiamo vivere in modo più fluido, meno vincolato dalle convenzioni su come dovrebbe essere uno spazio interno o esterno, più liberi di creare ambienti che rispecchiano davvero il nostro modo di abitare il mondo.

Image courtesy of Bebo objects

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