Il colore come linguaggio dell'abitare. Kerakoll racconta il colore attraverso otto case.
Kerakoll ha scelto di presentare la nuova proposta decorativa Kerakoll Colors attraverso otto abitazioni reali, fotografate e raccontate per profilo degli abitanti: una stylist, uno stilista, uno psicologo, una set designer, un imprenditore, un pubblicitario, un architetto paesaggista, un mercante d'arte. Non render, non spazi allestiti, non superfici neutre con campioni accostati. La scelta è significativa, e vale la pena fermarsi prima di entrare nelle singole case. Raccontare il colore attraverso campioni, palette e render sarebbe stata la via più diretta, quella che quasi tutti i brand percorrono. Kerakoll ha fatto il contrario: è entrata nelle case delle persone, ha messo le loro vite al centro e ha lasciato che fossero gli spazi abitati a raccontare il colore. Le palette da campionario, per quanto ben costruite, non trasmettono come una tinta si comporta in relazione alla luce naturale di un appartamento milanese al secondo piano, alla temperatura di un palazzo barocco pugliese o alla facciata di una villa anni Quaranta sulla Costa Azzurra. Kerakoll ha scelto di risolvere questo limite nel modo più diretto: mostrare il colore dove esiste davvero, in case abitate da persone con professioni e sensibilità diverse, con tutti gli elementi che lo condizionano. Chi guarda può fare connessioni operative invece di affidarsi a proiezioni astratte
La casa di Wiliam — Milano
Scegliere case abitate invece di spazi costruiti ad hoc non è una questione di comunicazione. È una dichiarazione su cosa sia il colore: qualcosa che esiste solo in relazione a uno spazio reale, a una luce specifica, a una persona che ci vive dentro. E che nel progetto di interni non è mai una variabile autonoma, ma parte di un sistema che include materia, proporzioni e uso.
Kerakoll Colors è un sistema coordinato di 1.500 tonalità organizzato in otto Color Chart: Neutral, Blue, Green, Brown, Yellow, Terracotta, Magenta, Purple. Ogni chart è articolata in quattro scale di tonalità, Light, Mid, Deep e Bright, dove i toni Bright rappresentano la novità più decisa del sistema: cromie vivaci e capaci di accenti forti, distanti dalle palette polverose che hanno dominato il décor degli ultimi anni. La logica di lettura è precisa: in verticale si ottengono abbinamenti tono su tono, che costruiscono continuità cromatica tra superfici diverse; in orizzontale si trovano toni di uguale intensità e saturazione, per accostamenti armoniosi senza contrasti netti. Il sistema attraversa tutta la gamma di prodotto, da Color Interior per gli interni a Color Exterior per le facciate, condividendo la stessa palette e rendendo possibile quella continuità cromatica tra dentro e fuori che nel progetto residenziale è spesso la variabile più difficile da controllare.
Costruire coerenza cromatica su tutte le superfici, dalle pareti agli infissi, dai pavimenti ai battiscope, richiede una palette pensata per funzionare in modo coordinato. Le otto case mostrano quanto questa continuità cambi la percezione dello spazio rispetto a scelte cromatiche prese superficie per superficie. Nelle case di Claudio e Matteo, entrambi a Milano, il sistema attraversa ogni elemento. Nella casa di Claudio, stilista di origini calabresi, il blu in sala da pranzo si alterna al bianco nelle boiserie, e la stessa logica di alternanza costruisce ritmo architettonico in ogni ambiente, fino al nero nel bagno principale, la scelta più decisa della casa. Quella di Matteo, pubblicitario a Porta Venezia, lavora invece sulla saturazione progressiva: blu polverosi in soggiorno, giallo caldo in camera, verde nella stanza degli ospiti, azzurro e verde nei bagni. In entrambi i casi la coerenza non dipende dall'uso di tinte simili, ma dall'appartenenza a un sistema che garantisce compatibilità tra famiglie cromatiche diverse.
La casa di Claudio — Milano
Sala da pranzo pareti: Decor KK 1333 · Boiserie: Decor KK 2155 · Soggiorno pareti: Decor KK 1330 · Boiserie: Decor KK 1335 · Decori: Decor KK 1339 · Bagno: Aqualite Satin KK 1040
La casa di Matteo — Milano
Soggiorno pareti: Absolute KK 2033 · Libreria: Microresina KK 2036 · Camera da letto: Absolute KK 5249 (Yellow) · Stanza ospiti boiserie: Decor KK 3308 (Green) · Cucina Pareti Decor KK 2036 · Ante cucina Microresina KK 6066
La casa di Claudio — Milano
La casa di Claudio — Milano
La casa di Claudio — Milano
La casa di Matteo — Milano
La casa di Matteo — Milano
La casa di Matteo — Milano
La casa di Matteo — Milano
La casa di Fabio — Brescia
Il caso più esplicito è la casa di Fabio, psicologo a Brescia, in un palazzo degli anni Trenta con parquet a spina italiana, stucchi ai soffitti e porte in legno antico. Un verde profondo applicato a pareti, soffitto e infissi dell'ingresso in continuità totale costruisce quello che Fabio chiama un "effetto scatola". Nello studio lo stesso verde copre anche la libreria e il battiscopa in microresina. In soggiorno un neutro e un blu come parete d'accento lavorano sulla profondità percettiva senza interrompere la lettura del legno degli arredi. In camera una terracotta agli infissi introduce calore. Ogni scelta ha una motivazione che Fabio ricollega alla sua esperienza professionale: il colore come strumento di regolazione dello spazio emotivo, applicato in modo sistematico ambiente per ambiente.
La casa di Fabio — Brescia
Soggiorno pareti: Absolute KK 1300 · Parete accento: Absolute KK 2278 (Blue) · Ingresso/studio pareti: Decor KK 2336 (Green) · Camera da letto: Absolute KK 6337 (Terracotta)
La casa di Fabio — Brescia
Il caso di Greta, set designer e consulente creativa a Milano, mostra il polo opposto. La sua casa di inizio Novecento è costruita su un bianco come campo dominante, con un verde nella cucina e un secondo verde al soffitto della camera da letto come accenti precisi e isolati. La neutralità cromatica di base non è assenza di scelta, ma condizione che permette agli oggetti e agli arredi stratificati nel tempo di emergere senza competere tra loro. "Volevo che la mia casa fosse una scatola bianca dove stratificare oggetti e arredi che più mi rappresentano", dice Greta. È un approccio che riflette direttamente la formazione scenografica: lo sfondo neutro come strumento attivo, non come default.
La casa di Greta — Milano
La casa di Greta — Milano
La casa di Greta — Milano
"Volevo che la mia casa fosse una scatola bianca dove stratificare oggetti e arredi che più mi rappresentano", dice Greta.
La casa di Greta — Milano Soggiorno/studio/camera pareti: Exence White Color KK 4271 · Soffitto camera: Absolute KK 3486 (Green) · Cucina: Absolute KK 3365 (Green)
Il rapporto cromatico tra interno ed esterno è ancora uno dei nodi meno risolti nel progetto residenziale contemporaneo, e richiede un sistema che attraversi entrambi i piani.
La casa di Manuel — Nardò
Facciata esterna: Kompact Paint KK 3062 · Bagno: Aqualite Silk Matt KK 1392 · Infissi: Aqualite Silk Matt KK 1392
La casa di Michele — Nizza
Facciata: Silox Paint KK 6066 (Terracotta) · Soggiorno: Soffitto Absolute KK 3185 Pareti Exence Paint KK 4272
Due delle otto case affrontano direttamente il problema del rapporto cromatico tra interno ed esterno. Manuel, imprenditore berlinese con un palazzo barocco a Nardò, usa le tonalità terrose della Brown Chart come connettivo tra spazi interni e cortile. Due toni della stessa famiglia cromatica, uno per gli interni e uno per la facciata, producono una transizione percettiva continua tra dentro e fuori che rispetta il carattere del costruito storico senza imitarlo. Le cromie originali delle volte a stella in cucina sono state recuperate invece di verniciare sopra: il colore lavora in dialogo con la materia preesistente, non contro di essa.
Michele, architetto paesaggista con una villa degli anni Quaranta a Nizza, affronta lo stesso tema con piena consapevolezza disciplinare. La facciata aveva un rosso mattone originale che Michele ha scelto di preservare, abbinandolo alle balaustre e alle colonne con una tinta della stessa famiglia. L'interno è costruito in dialogo con questa cromia esterna e con il paesaggio: un blu oltremare in camera da letto risponde visivamente al mare, un verde al soffitto del soggiorno richiama il giardino, un greige nel bagno chiude la composizione con discrezione.
"Il colore è fondamentale in tutto: dal rapporto tra l'interno e l'esterno di una casa agli accostamenti vegetali in giardino", spiega Michele. La villa è il caso più completo del set su questo tema, e mostra quanto la continuità cromatica interno-esterno richieda una lettura del paesaggio che precede qualsiasi scelta di palette.
La casa di Manuel — Nardò
La casa di Manuel — Nardò
La casa di Michele — Nizza
La casa di Michele — Nizza
Amelianna, stylist milanese, e Wiliam, mercante d'arte, rappresentano due approcci opposti che producono risultati ugualmente precisi. Amelianna sceglie per istinto: un lilla in soggiorno contro i divani in velluto marrone, un verde nel primo bagno, un rosa nel secondo. Non c'è un sistema dichiarato, ma un'educazione visiva costruita professionalmente nel lavoro quotidiano con l'immagine, che produce accostamenti difficili da giustificare a parole e immediatamente leggibili nello spazio. È lo stesso meccanismo che guida certi abbinamenti nella moda: non una regola, ma un'abitudine dello sguardo. Wiliam usa invece il colore con una logica opposta e altrettanto precisa: non espressiva ma funzionale, pensata per far stare bene le opere d'arte che abitano la casa insieme a lui. Una terracotta in soggiorno scelta per non competere con i quadri alle pareti, un viola come parete d'accento che esalta le opere più intense per contrasto, un marrone profondo nello studio che crea un campo visivo a supporto della concentrazione. In entrambi i casi le cromie non sono protagoniste, ma condizione: lo sfondo che permette ad altro di esistere meglio.
La casa di Amelianna — Milano
Soggiorno pareti: Exence Paint KK 8243 (Purple) · Soffitto: Exence Paint KK 8090 · Cucina pareti : Decor KK 8244
La casa di Wiliam — Milano
Soggiorno pareti: Decor KK 6361 · Parete accento: Decor KK 8337 (Purple) · Studio: Decor KK 4279 (Brown)
La casa di Amelianna — Milano
La casa di Amelianna — Milano
Grazie ai colori ho imparato a mixare epoche e oggetti, creando simmetrie inaspettate, dice William.
La casa di Wiliam — Milano
La casa di Wiliam — Milano
La casa di Wiliam — Milano
Le otto case non propongono un unico modo di usare il colore, ma dimostrano una cosa sola: quando il colore è studiato, diventa un elemento progettuale a tutti gli effetti, capace di definire uno spazio a livello progettuale prima di ogni altra scelta stilistica. Chi lavora nel progetto di interni lo sa: il colore entra nelle case prima degli arredi, ne anticipa il carattere, ne stabilisce le proporzioni percettive. Quello che questo progetto riesce a mostrare, attraverso otto personalità e otto modi diversi di abitare, è esattamente quanto quella scelta sia determinante. Un sistema come Kerakoll Colors supporta questo processo non solo sul piano estetico, ma su quello operativo: dare a chi progetta uno strumento coordinato significa poter affrontare il colore con la stessa serietà con cui si affrontano la luce o i materiali, e ottenere risultati che fanno la differenza.
Art Direction Kerakoll — Creative Agency Urca — Photography Daniel Farò — Set Design Greta Cevenini — Images courtesy of Kerakoll
Trendroom utilizza casi studio, brand e fenomeni culturali come strumenti di osservazione critica. Le analisi non intendono valutare singoli soggetti in termini promozionali o reputazionali, ma indagare dinamiche culturali, percettive e produttive dell’abitare contemporaneo. Gli insight emersi sono pensati come strumenti di lettura applicabili a contesti più ampi.