Studio Martijn Veldman ridisegna un attico frammentato nel cuore di Amsterdam.

C'è una parola che torna spesso, quasi come un mantra, quando si parla di questo progetto: continuità. Non quella decorativa, fatta di abbinamenti cromatici riusciti o di arredi coordinati. Continuità spaziale, visiva, esperienziale. Il tipo di continuità che non si vede subito, ma si sente , nel modo in cui la luce si muove da una stanza all'altra, nel modo in cui lo sguardo non trova mai ostacoli ma sempre una direzione, nel modo in cui ci si muove dentro casa senza mai avere la sensazione di passare da un contenitore all'altro. City Oasis è un attico nel cuore di Amsterdam. Due livelli, affacci sui canali, facciate storiche a incorniciare ogni finestra. Sulla carta, un appartamento con tutti gli ingredienti per essere straordinario. Nella realtà, prima dell'intervento, un insieme di ambienti frammentati, penalizzati da partizioni ridondanti e da una distribuzione della luce che non rendeva giustizia né alla posizione né al potenziale dello spazio. Studio Martijn Veldman ha cambiato tutto questo, con la precisione chirurgica di chi sa che in architettura d'interni il gesto più coraggioso è spesso quello di togliere. Il progetto parte da una lettura attenta delle criticità: ambienti chiusi su sé stessi, percorsi interni che non dialogavano tra loro, luce naturale che entrava ma non riusciva a diffondersi. La risposta non è stata un restyling superficiale, ma una ridefinizione profonda della distribuzione interna. Le partizioni superflue sono state eliminate. Nuove aperture sono state create, non a caso, ma studiate per orientare lo sguardo e valorizzare le prospettive. Ogni varco, ogni finestra interna, ogni passaggio è il risultato di una scelta precisa: dove deve andare l'occhio? Cosa deve vedere quando si entra? Come si accompagna il corpo attraverso lo spazio? Al piano inferiore, questa logica si manifesta fin dall'ingresso. Appena varcata la soglia, ci si trova in un ambiente luminoso che, grazie alle superfici vetrate, comunica direttamente con lo studio, un locale che all'occorrenza può ospitare gli ospiti come camera da letto. La grande vetrata con cornice in legno naturale non divide: connette. Garantisce continuità visiva senza sacrificare la possibilità di creare separazione quando serve. Una tenda leggera, appena accennata, è tutto ciò che occorre per modulare la privacy. Nessun elemento pesante, nessuna porta massiccia che interrompa il respiro dello spazio. La stessa intelligenza progettuale governa il collegamento tra ingresso e soggiorno. L'originaria porta del salotto, posizionata esattamente in linea con la porta d'ingresso, in un asse visivo che soffocava qualsiasi senso di scoperta, è stata trasformata in una finestra interna. Al suo posto, un nuovo passaggio laterale accompagna l'ingresso verso la zona giorno in modo obliquo, inaspettato, e proprio per questo più efficace: appena si gira l'angolo, i canali di Amsterdam si aprono davanti a sé. È un colpo di scena calibrato, teatrale nel senso migliore del termine.

Photo Valentina Buonanno

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La zona giorno è il cuore pulsante dell'appartamento, e anche il luogo dove la filosofia del progetto si esprime con maggiore chiarezza. Cucina, zona pranzo e soggiorno convivono in un unico ambiente aperto, privo di gerarchie rigide eppure perfettamente leggibile. Non c'è confusione, non c'è sovrapposizione: ogni funzione ha il suo spazio, ogni momento della giornata trova la sua dimensione. La cucina è un elemento di grande eleganza compositiva: ante bianche a filo si alternano a basi in rovere naturale, mentre il piano in marmo, con le sue venature calde, quasi dorate, introduce la prima nota di materia viva. L'isola centrale è il punto di convergenza tra cucina e pranzo, un piano di lavoro che diventa anche tavolo informale, luogo di convivialità spontanea. I dettagli sono curati senza essere ossessivi: le applique a muro dalla geometria quasi artigianale, i tendini romani in lino grezzo alle finestre, le lampade a sospensione che disegnano il ritmo verticale dello spazio. La zona pranzo introduce una delle soluzioni più riuscite del progetto: una panca ad angolo, imbottita e integrata nell'architettura della stanza, che abbraccia il tavolo in legno con una naturalezza domestica rara. Intorno, le sedie in metallo nero con seduta in pelle portano il contrasto scuro che dà tono all'insieme senza appesantirlo. Il soggiorno, con il divano di grandi dimensioni in tessuto verde bosco, i tavolini bassi in metallo scuro, le mensole a parete che raccolgono libri e oggetti, ha la qualità di certi interni nordeuropei dove il comfort non è mai banale. C'è un'attenzione alla luce artificiale che si fa sentire: l'applique dorata sul muro della zona living è quasi una scultura, un sole tascabile che scalda l'angolo con una luce morbida e calda. La sera, quando la luce naturale si ritira, questo appartamento si trasforma in qualcosa di ancora più intimo.

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Il livello superiore ospita la sfera privata: camera da letto e bagno en suite. Qui il progetto lavora con ancora maggiore finezza, perché gli spazi sono più ridotti e ogni scelta ha un peso maggiore. Il corridoio che distribuisce il piano è esso stesso parte del sistema luminoso dell'appartamento. Le sue finestre diventano la fonte di luce naturale del bagno, che non ha affaccio diretto sull'esterno: una finestra interna, collocata esattamente dove un tempo si apriva la porta originaria, fa passare la luce senza compromettere la privacy. L'accesso alla camera avviene attraverso una porta integrata nell'armadiatura del corridoio. Non c'è un'apertura che segnali il passaggio; c'è una superficie continua che a un certo punto si apre. La soglia quasi scompare, e con essa ogni senso di separazione netta tra gli ambienti. La camera è un arrivo morbido, non una destinazione dichiarata. Il bagno ha la qualità serena di uno spazio pensato per il benessere quotidiano: il mobile lavabo in rovere naturale, con il piano in marmo dalle venature calde, riprende il vocabolario materico della cucina creando un filo conduttore tra i due livelli. Lo specchio circolare , grande, pulito, senza cornice, riflette la luce in modo generoso. La doccia a filo pavimento, dietro la parete in vetro, completa uno spazio che non ha nulla di superfluo. Uno degli aspetti più coerenti di City Oasis è il modo con cui lavora con la materia. Studio Martijn Veldman ha costruito una palette neutra e sofisticata che attraversa tutto l'appartamento senza interruzioni: microcemento sui pavimenti di entrambi i livelli, rovere naturale per gli arredi su misura, marmo per i piani della cucina e del bagno, tonalità beige chiaro sulle pareti. Su questa base, calda, solida, silenziosa, si innestano gli accenti più scuri: il nero del metallo negli arredi mobili, il verde profondo del divano, le note bronzo e ottone dell'illuminazione. Il contrasto non è mai aggressivo; è controllato, dosato, consapevole. Introduce profondità senza disturbare l'armonia. È una scelta che richiede disciplina: in un appartamento dove tutto parla lo stesso linguaggio, ogni elemento in disaccordo risulterebbe stridente. Ma quando la coerenza è questa, il risultato è un'armonia che non stanca mai, perché è costruita su fondamenta solide, non su mode passeggere.

Il nome scelto per questo progetto dice tutto: City Oasis. Nel cuore pulsante di Amsterdam, tra il traffico dei canali e il movimento della città, questo attico offre qualcosa di sempre più prezioso — la sensazione di essere altrove senza esserlo. Non è un singolo elemento a generare questa atmosfera, non la vista sui canali, non il sofà verde, non la luce filtrata attraverso i tendini in lino. È l'idea di fondo che governa il progetto: quella di una casa pensata come organismo dinamico, capace di adattarsi ai ritmi e alle esigenze di chi la abita. Uno spazio che sa essere produttivo, conviviale e intimo a seconda del momento, senza che sia necessario fare grandi gesti per passare da uno stato all'altro. Studio Martijn Veldman ha costruito un interno in cui l'energia urbana resta sullo sfondo — presente, percepibile, ma mai invadente. Gli interni la filtrano, la ammorbidiscono, la restituiscono in una forma più vivibile. E quella sensazione di oasi, di respiro ritrovato, non è un effetto secondario del progetto: è il suo obiettivo primario, raggiunto con intelligenza, misura e una cura per il dettaglio che si sente in ogni angolo.


Photo Valentina Buonanno

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Hay, 101 Copenhagen, Audo Copenhagen, Aromas del Campo, Marset, Studio Henk, Wever&Ducré, Zucchetti

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