Quattro brand, un'agenzia. Come si costruisce la narrativa del design alla Milano Design Week.

Durante la Design Week arrivano centinaia di comunicati stampa. La maggior parte si assomigliano: un brand, un'installazione, un titolo evocativo, date e orari. Chi lavora nel settore impara presto a distinguere quelli che nascondono qualcosa di interessante da quelli che non lo fanno. Non è una questione di grafica o di formato. È una questione di relazioni. Nicoletta Murialdo e Federica Brigliano lavorano nel design da anni, con una presenza alla Design Week di Milano che si ripete da oltre quindici anni. Quello che le distingue non è l'effetto scenico della comunicazione, è la cura con cui costruiscono i rapporti con i brand che seguono e con chi li racconta. Nel settore del design, questo conta più di quanto sembri.

Tra i progetti che portano alla Design Week 2026, ne ho selezionati quattro.

Kasthall: Atlas e Bonbon con Barber Osgerby

DOVE

Kasthall Showroom, Piazza Paolo VI

Kasthall fa tappeti in Svezia dal 1889. Non è un brand giovane che si scopre artigianale: è artigianale da 135 anni, con una fabbrica a Kinna nel cuore della Svezia dove i processi produttivi si tramandano e si evolvono insieme. Showroom a Stoccolma, Malmö, New York e Milano. Una storia lunga che non ha mai smesso di dialogare con il design contemporaneo, e che quest'anno scrive un capitolo nuovo con una delle collaborazioni più attese della Design Week 2026.

Edward Barber e Jay Osgerby hanno fondato il loro studio a Londra nel 1996. Quest'anno ne celebrano il trentesimo anniversario con un portfolio che spazia dalla torcia olimpica di Londra 2012 ai progetti per Hermès, B&B Italia, Flos e Vitra, con opere nelle collezioni permanenti del V&A, del Metropolitan Museum e del Centre Pompidou. Per Kasthall presentano due nuove collezioni: Atlas e Bonbon.

La storia progettuale è quella che vale la pena raccontare. I due designer non hanno portato a Kinna un concept già definito: sono andati ad ascoltare il telaio industriale, hanno capito cosa sa fare e cosa non sa fare, e hanno lasciato che fossero gli strumenti a guidare il progetto. Il risultato sono due tappeti che nascono dal processo stesso, in cui il linguaggio visivo prende forma direttamente attraverso la struttura dei materiali.

Atlas prende il nome dalle montagne del Nord Africa e lavora su texture ricche e tonalità cangianti attraverso una lavorazione a doppia trama che rende l'ordito parte integrante della superficie finale, con un effetto di leggero scintillio che cambia con la luce. Bonbon è più vivace, quasi da gustare nella scelta cromatica: Berry, Rhubarb, Lemon, Damson. Filati tono su tono, una profondità delicata, e un bordo ad anello a tripla navetta che è già di per sé un dettaglio sartoriale. Entrambe disponibili dal 20 aprile allo showroom di Piazza Paolo VI.

”L’ordito di Atlas diventa parte integrante della texture finale – e questa cosa è piuttosto rara. Dona alla superficie un leggero scintillio, un senso di vitalità.” Barber Osgerby

Atlas Snow Photo by Superstudio

Bonbon Damson Photo by Superstudio

 

Project Nathalie Du Pasquier e George Sowden

Partendo dalla riflessione di Du Pasquier e Sowden, secondo cui la città sia composta da una molteplicità di dettagli – talvolta percepiti da lontano e frontalmente, altre volte colti da posizioni più intime, come dietro una colonna o da un balcone – ogni quadro interpreta un momento della vita quotidiana attraverso il colore e la forma, evocando emozioni, più che descrivendo luoghi. “I quadri non sono progetti, ma ‘possibilità di emozioni’ date da cromie e composizioni” spiegano i due designer.

Kerakoll — Teatro della Vita

DOVE

Kerakoll Brera Studio, Via Solferino 16 21 – 25 aprile, 10:00 – 20:00

Per la Design Week, Kerakoll trasforma lo showroom Brera Studio di via Solferino in un'installazione a grandezza naturale firmata da Nathalie Du Pasquier e George Sowden. I due artisti, figure fondatrici del gruppo Memphis negli anni Ottanta, portano a Milano un progetto che nasce da lontano: Proposition pour une petite ville, un grande disegno di una città immaginaria realizzato insieme nel 1984, oggi parte della collezione permanente del Centre Pompidou di Parigi. Da quella città immaginaria nascono sette dipinti a olio originali di Du Pasquier, che interpretano la vita urbana non attraverso la descrizione di luoghi ma attraverso le emozioni che i colori e le composizioni sanno evocare. Lo showroom viene abitato da volumi astratti e relazioni spaziali semplici, una doppia dimensione urbana in cui lo spazio esterno e quello interno dialogano in continuità, suggerendo come il colore possa essere strumento identitario capace di rendere un luogo caldo, accessibile, vissuto. Il pretesto è il lancio di Kerakoll Colors, il nuovo universo cromatico dell'azienda presentato a fine 2025: 1.500 colori per interni ed esterni, organizzati in pitture, smalti, rivestimenti, resine decorative, vernici, stucchi e sigillanti. Una gamma pensata non come catalogo di sfumature ma come linguaggio progettuale, con una continuità cromatica garantita tra interno ed esterno grazie alle proposte Color Interior e Color Exterior. Il colore non come scelta estetica finale, ma come strumento che definisce il carattere degli spazi dall'inizio del progetto.

Creative Agency Studio Blanco Art Direction Kerakoll

 

Ruya Akyol Studio

DOVE

Salone Satellite, Hall 7, Stand E31 21 – 26 aprile 9:30 – 18:30

Ruya Akyol è turca, si è formata al Politecnico di Milano e alla Domus Academy, ha lavorato da Claudio Bellini a Milano e Philippe Starck a Parigi, e nel 2021 ha fondato il suo studio nel capoluogo lombardo. Il suo percorso è quello di una designer che ha scelto consapevolmente di costruire la propria voce all'incrocio tra due culture: quella italiana, con la sua tradizione progettuale legata alla forma e alla qualità produttiva, e quella turca, ricca di simbolismi, materiali e memorie artigianali che attraversano secoli di storia. L'anno scorso ha presentato al Salone Satellite la prima collezione, Tracing Origins, raccogliendo attenzione e riconoscimenti internazionali, tra cui la nomination a Young Designer of the Year agli EDIDA Türkiye. Quest'anno torna con Tracing Forward, il capitolo successivo, che non si limita a ripetere il linguaggio della prima raccolta ma lo evolve, aggiungendo nuovi prodotti e nuove proporzioni a elementi già esistenti. Il titolo è una dichiarazione di metodo: il design come processo in divenire, non come punto di arrivo. Tra le novità, il barcart Giro, il cui nome significa "turno" in italiano, è pensato per muoversi tra gli ospiti trasformando il gesto del servire in qualcosa di quasi coreografico. La poltrona Lale, il cui nome significa "tulipano" in turco, traduce la delicatezza del fiore in una forma scultorea con tre volumi imbottiti che si sviluppano come petali. La lounge chair Bacione, generosa nelle proporzioni e morbida nelle curve, prende il nome da un saluto caloroso sulla soglia di casa. I tavolini Desen si ispirano alle piastrelle mediterranee e si ampliano con nuove versioni laccate. Il tappeto Nazar è tessuto artigianalmente da donne in Anatolia con lana tinta naturalmente, e reinterpreta il simbolo dell'occhio protettivo trasformandolo nella forma stessa dell'oggetto. In parallelo alla partecipazione al SaloneSatellite, Ruya Akyol inaugura il suo nuovo studio milanese in via della Sila: uno spazio ibrido tra casa e lavoro, scandito da porte tessili che separano l'area di accoglienza, la zona notte e lo studio, con tappeti turchi che dialogano con le sue creazioni. Un manifesto progettuale che si può visitare.

Tappeto Nazar

In molte culture si ritiene che il Nazar - simbolo a forma di occhio pensato per allontanare l'energia negativa e la sfortuna - offra protezione dai danni causati dal malocchio, rendendo questo motivo un elemento ricorrente nelle trame tradizionali. Nella sua forma più semplice, l'occhio si presenta come un diamante diviso in quattro parti, ripetute lungo la trama. Invece di utilizzare l'occhio come motivo, il tappeto Nazar lo reinterpreta trasformandolo nella forma stessa dell’oggetto.

Vaso Göz

 

Collezione JV 106 Amazzonia

JVcircle

Jannelli&Volpi — JVcircle

DOVE

Salone del Mobile, Hall 24 Stand C32 21-26 Aprile 9:30 – 18:30

JVstudio via Statuto 21 20-26 Aprile 10:30 - 19:00

JVstore Corso Garibaldi 81 20-26 Aprile 10:30 - 19:00 Jannelli&Volpi compie 65 anni. Fondata nel 1961 da Oreste Jannelli, è un'azienda italiana che produce carte da parati e rivestimenti murali 100% Made in Italy, con showroom a Milano, Parigi e Londra. Sei decenni di storia che significano collaborazioni con Armani/Casa e Missoni, una capacità di interpretare il design delle superfici che ha attraversato molte stagioni del gusto senza mai perdere una riconoscibilità propria. L'anno si è già aperto con un gesto significativo: l'inaugurazione di JVstudio | Paris, il primo showroom permanente del brand nella capitale francese, presentato in occasione di Paris Déco Off 2026. Una scelta che dice molto sulla direzione del brand: non solo celebrare ciò che è stato, ma continuare a costruire. Alla Design Week la presenza è distribuita su più livelli: stand al Salone.Milano con l'installazione circolare JVcircle, JVstore e JVstudio in Brera, e due collaborazioni nel Fuorisalone. Le nuove collezioni sono cinque. Precious Fibers 4 rinnova la storica partnership con Armani/Casa, con materiali preziosi, texture sofisticate e superfici che evocano plissé di seta e trame di alta sartorialità. Missoni Wallcoverings 06 celebra l'estetica tessile del brand attraverso goffrature e lavorazioni superficiali che trasformano la parete in esperienza sensoriale. JV 106 Amazzonia traduce la foresta pluviale in pattern fluidi e texture organiche. JV 604 Penelope è un omaggio al gesto artigianale, ispirato a lino, corda, macramé e ricami. AltaGamma Zen guarda all'estetica giapponese con un linguaggio materico e minimal. In città, Jannelli&Volpi è partner tecnico di MATERIA IN DUE ATTI, progetto di Dainelli Studio all'Università degli Studi di Milano nell'ambito di INTERNI Materiae, e di CASA DI PARTENOPE di DSIGNINCMILANO alla Cardi Gallery, dove viene ricreato uno spazio domestico ispirato alla figura di una donna che negli anni Settanta sceglie Milano per costruire la propria libertà attraverso arte e design.

Al JVstore prende ancora vita JVcircle, un’installazione composta da tre accoglienti strutture circolari – che si uniscono all’installazione dello stand in fiera - e diventano satelliti guida per un viaggio nel mondo del rivestimento murale, invitando a soffermarsi e a osservare, immaginare, ripensare la decorazione delle pareti. All’interno sarà possibile scoprire il percorso progettuale di Jannelli&Volpi, esplorando le nuove collezioni, i valori del brand e la visione creativa che da anni lo caratterizza, proiettata verso il futuro.

C'è poi una collaborazione che porta il linguaggio delle superfici fuori dalla parete: con Angelina Made in Italy, brand che produce caffettiere di alta qualità, Jannelli&Volpi ha creato una capsule collection esclusiva personalizzata con i pattern delle collezioni JV 103 Primavera e JV 505 Grande Corniche. Due tradizioni italiane che si incontrano: quella della decorazione e quella della cultura del caffè.

Notes from makeyourhome

→ Quattro brand diversi per scala, storia e linguaggio. Quello che li accomuna è che nessuno si presenta solo con un prodotto: ciascuno porta una prospettiva su come il design entra nelle case, cambia gli spazi, costruisce un'identità. Non sempre succede. Quando succede, vale la pena andarci.

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La garçonnière ritorna: Van Orshaegen e Van Meerbeeck riportano in scena lo spazio privato dell'evasione

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Eightlines: il tatuaggio con l'estetica di uno spazio che vorresti abitare.