La garçonnière ritorna: Van Orshaegen e Van Meerbeeck riportano in scena lo spazio privato dell'evasione
Recuperare oggi la garçonnière significa prendere posizione rispetto a una condizione abitativa in cui lo spazio privato dell'evasione è stato sostanzialmente eliminato, schiacciato tra l'iper-funzionalità dello smart working e l'iper-rappresentazione dell'interno instagrammabile.
Dove Via San Maurilio 14, 20123 Milano
Date 20 – 26 aprile 2026
Orari 11:00 – 18:00, o su appuntamento
Progetto Elias Van Orshaegen × Maarten Van Meerbeeck
Image Courtesy of Club Paradise
In Via San Maurilio 14, durante la Design Week 2026, il designer belga Elias Van Orshaegen e l'architetto d'interni Maarten Van Meerbeeck presentano GARÇONNIÈRE, un'installazione site-specific che parte da una tipologia abitativa dimenticata per costruire un ragionamento che tocca il nodo di cosa sia diventato oggi l'interno domestico. La garçonnière, nel lessico borghese otto-novecentesco, era l'appartamento secondario, il rifugio privato in cui si sospendeva la rappresentazione familiare e ci si permetteva una libertà decorativa, atmosferica e identitaria che la casa ufficiale non poteva contemplare.
L'installazione è costruita in due atti dichiarati: il visitatore entra prima in un backstage in cui la struttura architettonica è deliberatamente esposta, pareti non finite, elementi grezzi, mobili presentati come oggetti autonomi in quella zona sospesa tra prototipo e opera compiuta, e solo dopo accede all'interno vero e proprio, alla stanza finita, alla garçonnière come ambiente atmosferico definito da elementi architettonici morbidi in tessuto teso che addolciscono la geometria rigida dello spazio. Questa sequenza non è un vezzo curatoriale, è una presa di posizione: il progetto di interni viene dichiarato come costruzione consapevole, come messa in scena di cui si mostrano le quinte, non come naturalizzazione di un'estetica che finge di preesistere al gesto progettuale. Il riferimento dichiarato è il fumoir "Les Palmiers" di Jean Dunand, e anche qui la citazione non è decorativa ma genealogica, perché colloca il progetto dentro una linea precisa che attraversa l'Art Déco delle stanze-rifugio degli anni Venti, quella cultura dell'interno come ambiente totale in cui ogni elemento partecipa a una composizione atmosferica coerente e in cui il lusso non è ostentazione ma densità sensoriale. I pezzi in mostra costruiscono questa densità senza indulgervi: i tavoli Kura in rovere massello modificato e laccato, le lampade Curoso II in alluminio fuso, mogano e cristallo di rocca, il daybed in pino dell'Oregon e seta, i wall pieces della serie Composition, il tappeto custom in lana neozelandese.
La garçonnière storica, con tutte le sue contraddizioni di classe e di genere che non vanno rimosse, era uno spazio in cui il soggetto borghese si concedeva di essere qualcosa di diverso dalla rappresentazione pubblica di sé, e il fatto che due progettisti trentenni decidano di riattivare questa tipologia proprio nel contesto saturo della Design Week milanese, dove ogni installazione combatte per emergere dal rumore di fondo attraverso strategie sempre più gridate, ha qualcosa di deliberatamente controcorrente. La scelta stessa di aprire lo spazio solo su appuntamento o in una finestra ristretta di ore completa coerentemente il gesto progettuale: la garçonnière rimane tale anche nel suo formato espositivo, uno spazio che chiede una soglia, un tempo dedicato, e che rifiuta la logica del drop-in come rifiuta la logica dell'interno come contenuto da consumare.
L'installazione introduce una serie di nuovi design di Elias Van Orshaegen, insieme a pezzi collaborativi sviluppati con Maarten Van Meerbeeck:
Kura Table / Desk — rovere massello, modificato e laccato
Kura Console — rovere massello, modificato e laccato
Curoso Table Lamp II — alluminio fuso e cristallo di rocca (Van Orshaegen × Van Meerbeeck)
Curoso Floor Lamp II — mogano, alluminio fuso e cristallo di rocca (Van Orshaegen × Van Meerbeeck)
Daybed — pino dell'Oregon e seta (Van Orshaegen × Van Meerbeeck)
Wall pieces, serie Composition — pino dell'Oregon modificato e laccato
Una scultura di Elias Van Orshaegen in mogano
Tappeto custom di Maarten Van Meerbeeck in lana neozelandese
Notes from makeyourhome
→ In una Design Week che continua a produrre installazioni concepite prima come contenuto fotografico e solo dopo come spazio, GARÇONNIÈRE inverte la priorità: è prima di tutto una stanza, e poi, eventualmente, un'immagine. È una differenza che si sente appena si varca la soglia.