Il legno come racconto. Atelier Baptiste-Legué, Deauville.

A Deauville, sulla costa normanna,Atelier Baptiste-Legué ha scelto il rovere come punto di partenza e lo ha seguito fino in fondo. Riveste le pareti dal pavimento al soffitto, nasconde i contenitori, cela le porte rendendole invisibili, scivola verso le facciate e diventa mobile, piano di lavoro, superficie abitabile. Non è un rivestimento applicato dopo: è il sistema attraverso cui lo spazio si organizza. Il risultato è una continuità materica che non ammette interruzioni e produce un effetto preciso: non si capisce dove finisce l'architettura e dove inizia l'arredo, perché sono la stessa cosa.

Il programma era doppio: un duplex di 90 mq e uno studio di 25 mq, sullo stesso pianerottolo, uno di fronte all'altro, pensati per membri diversi della stessa famiglia che cercano una fuga da Parigi. Progettarli come un unico progetto coerente, mantenendo però la loro indipendenza, era la sfida. La risposta è stata il legno, che in entrambe le unità attraversa ogni superficie e ogni funzione senza mai diventare decorazione.

"Il legno è uno dei materiali con cui prediligiamo lavorare: è una presenza ricorrente in molti dei nostri progetti, declinata ogni volta in modo diverso"racconta lo studio. In questo caso la scelta ricade su un rovere leggermente sbiancato, capace di conferire calore e di bilanciare le tonalità beige e grigie del cemento del pavimento.

Quello che rende il progetto interessante non è solo la coerenza materica, ma la capacità di introdurre contrasti misurati. Il calcestruzzo levigato dialoga con il rovere senza contrastarlo, la canapa porta una texture tattile che rallenta lo sguardo, e poi arrivano il marmo e l'acciaio inox spazzolato, inseriti con parsimonia per segnare un momento diverso.Il soggiorno al piano terra si apre sul mare, e la scelta più significativa è forse quella che non si vede: i toni dell'interno non competono con il paesaggio fuori, lo prolungano. "La costa normanna è stata una fonte di ispirazione fin dal primo momento" spiega lo studio. Le tonalità sabbia e avorio delle superfici sembrano un'estensione naturale della spiaggia normanna, i confini tra dentro e fuori deliberatamente ammorbiditi. Le curve morbide dei pannelli in legno che separano gli ambienti rafforzano questa continuità, rendendo lo spazio fluido e senza tensioni.

"Abbiamo organizzato gli spazi interni e costruito le prospettive in funzione delle viste verso l'esterno, lavorando costantemente sul rapporto tra interno ed esterno."

Vale la pena soffermarsi anche sulla selezione degli oggetti, curata con un'attenzione che in molti progetti viene trascurata o delegata. Sedie vintage di Pierre Chapo, ceramiche di artisti contemporanei, opere pittoriche scelte in dialogo con alcune delle gallerie parigine più interessanti del momento.

"La selezione degli arredi e degli oggetti prende forma quando il progetto è già ben consolidato" racconta lo studio. "È una parte del processo che ci diverte particolarmente, perché consente di dare carattere e profondità agli spazi." Ogni oggetto porta con sé una storia e un contesto preciso, e lo studio ha costruito intorno a questi pezzi uno spazio che li valorizza senza trasformarli in protagonisti.

Tavolo dalla forma libera in teak e bambù
(Bicci de Medici)

Sospensione Pium in lino e fibra di abaca
(Pinch London)

Set di sedie vintage S24 in olmo e pelle
di Pierre Chapo (Galerie Desprez Breheret)

Coppa e alzata in ceramica di Emma Pradère
(L’Oeil de KO)

Dittico «Chorus» – acquerello e matita colorata su calicot
di Amber Moir (Amélie Maison d’Art)

Scultura «Testa dei Marmi» in marmo Azul Macaubas e acciaio lucidato a specchio
(Bérénice Curt)

Atelier Baptiste-Legué nasce nel 2016, quando Baptiste Legué fonda il suo studio parigino dopo sette anni di formazione accanto all'architetto Franklin Azzi. Nel 2019 si unisce Diletta Buchetti, architetta italiana con una formazione a Firenze e una particolare attenzione al contesto locale e alla cultura materiale, che aggiunge una dimensione ulteriore all'approccio dello studio. Non è casuale che nel 2025 i due abbiano aperto una sede in Toscana, regione in cui il rapporto tra architettura, artigianato e storia è ancora una pratica viva. Deauville racconta già quella sensibilità: ogni scelta è al posto giusto, e si vede.

Photographer : Ludovic BALAY Style: Lisa SICIGNANO + Collected Studio

Avanti
Avanti

La Pietra Compattata oltre la superficie, una materia con radici.