Sette metri quadrati di pura visione. La galleria che sfida le leggi dello spazio.
Foto Marcello Maranzan
Nel cuore di Milano, in Corso di Porta Vittoria 46, c'è un luogo che sfida tutte le convenzioni del mondo dell'arte contemporanea. Non troverete pareti infinite, soffitti altissimi o quell'atmosfera da white cube che caratterizza le gallerie tradizionali. Qui parliamo di sette metri quadrati. Sette. Eppure, in questo spazio minuscolo, Michele Foti e Layuhl Jang sono riusciti a creare qualcosa di straordinario: Small Small Space, una galleria dedicata alla cultura visiva contemporanea e al mondo del progetto che dimostra come i vincoli possano trasformarsi in opportunità creative. Quando si pensa a una galleria d'arte, la mente corre subito a spazi ampi, luminosi, dove le opere respirano circondate da metri di parete vuota. Small Small Space ribalta completamente questo paradigma. Qui la sfida non è riempire lo spazio, ma progettarlo con estrema precisione. Ogni centimetro conta, ogni scelta espositiva deve essere ponderata, ogni elemento ha un ruolo preciso. Ed è proprio questa limitazione a rendere il progetto così affascinante dal punto di vista del design. I due fondatori hanno dovuto reinventare il concetto stesso di mostra, sviluppando soluzioni espositive inedite che trasformano il limite in punto di forza.
Foto Federico Torre
Foto Federico Torre
L'approccio minimale di Small Small Space non è solo una conseguenza obbligata della metratura ridotta: è una vera e propria filosofia progettuale. L'estetica pulita, essenziale, permette alle opere di essere le vere protagoniste, senza distrazioni. Non ci sono elementi superflui, non c'è rumore visivo. Solo l'essenziale. Questa scelta si rivela particolarmente efficace per il tipo di contenuto che la galleria propone: fotografia contemporanea, libri d'artista, stampe, oggetti di design. Sono tutti elementi che beneficiano di uno sguardo concentrato, intimo, ravvicinato. E qui torniamo al concept fondamentale di Small Small: avvicinare letteralmente e metaforicamente il pubblico all'arte. In uno spazio così ridotto, non esiste la possibilità di mantenere le distanze. Sei dentro l'opera, la respiri, la vivi da vicinissimo. È un'esperienza completamente diversa rispetto alla visita di una galleria tradizionale, dove spesso si osserva da lontano, quasi con reverenza. Qui l'arte diventa accessibile, tangibile, umana.
Small Small Space si posiziona volutamente in una zona di confine: non è solo una galleria, non è solo un project space. È un ibrido che accoglie mostre ma anche collaborazioni con bookshop, magazine e case editrici. È un punto d'incontro tra discipline diverse – fotografia, arte, design, moda – che trovano in questo piccolo angolo di Milano un terreno fertile per contaminazioni e progetti site-specific. Questa natura ibrida è perfettamente in linea con la filosofia dello spazio ridotto: quando i metri quadrati sono pochi, bisogna essere versatili, flessibili, aperti. Ogni progetto richiede un ripensamento totale dell'allestimento, una nuova configurazione. E questo mantiene vivo, dinamico, in continua evoluzione un luogo che altrimenti rischierebbe di essere statico.
Foto Federico Torre
Foto Federico Torre
Milano è una città che non manca certo di gallerie, spazi espositivi, musei. Eppure Small Small Space riesce a ritagliarsi una sua identità distintiva. In un panorama culturale spesso dominato da spazi imponenti e mostre blockbuster, questa galleria di sette metri quadrati rappresenta un'alternativa preziosa: intima, curata, sorprendente. Il fatto che le mostre siano sempre fruibili dall'esterno o visitabili su appuntamento aggiunge un ulteriore livello di intimità al progetto. Non ci sono orari rigidi, non c'è la pressione della visita mordi e fuggi. Puoi passare davanti alla vetrina durante una passeggiata in Corso di Porta Vittoria e lasciarti catturare da ciò che vedi. Oppure puoi prenotare una visita e vivere l'esperienza in modo ancora più personale, magari scambiando due parole con i curatori.
Se c'è una cosa che questo progetto ci insegna, è che le grandi idee non hanno bisogno di grandi spazi. Servono visione, coraggio, capacità progettuale. Small Small Space dimostra che è possibile creare un luogo culturalmente rilevante anche partendo da una metratura che per molti sarebbe considerata un limite insormontabile. Per chi ama il design e l'architettura, questo spazio rappresenta un caso studio affascinante su come ripensare la funzione a partire dal vincolo. Per chi ama l'arte contemporanea, è un'opportunità per scoprire progetti curati e intelligenti in un formato assolutamente inedito.